Due ore di colloquio al Quirinale. "Italia al collasso"
Anche Grillo chiede aiuto a Napolitano: "Faccia qualcosa, si torni alle urne"
Quasi due ore di colloquio. Tanto è durato l’incontro tra Beppe Grillo e il capo dello stato, Giorgio Napolitano. Presenti anche Gianroberto Casaleggio e i capigruppo del M5s a Camera e Senato Nuti e Morra. Al termine dell’incontro, nella sala Nassirya, il leader del M5s ha tenuto una conferenza stampa esordendo con un ringraziamento nei confronti di Napolitano “per la gentile accoglienza e per la sollecitudine”. Nel corso dell’incontro, ha poi proseguito Grillo, “gli ho espresso la mia preoccupazione per la condizione economica, sociale e politica del paese”. Leggi Processo Mediaset, il Pdl ottiene un giorno di stop in Parlamento
10 AGO 20

Quasi due ore di colloquio. Tanto è durato l’incontro tra Beppe Grillo e il capo dello stato, Giorgio Napolitano. Presenti anche Gianroberto Casaleggio e i capigruppo del M5s a Camera e Senato Nuti e Morra. Al termine dell’incontro, nella sala Nassirya, il leader del M5s ha tenuto una conferenza stampa esordendo con un ringraziamento nei confronti di Napolitano “per la gentile accoglienza e per la sollecitudine”. Nel corso dell’incontro, ha poi proseguito Grillo, “gli ho espresso la mia preoccupazione per la condizione economica, sociale e politica del paese”.
“Ho suggerito a Napolitano di andare in televisione e di dire la verità sulle condizioni del paese. Non c’è più tempo – ha proseguito Grillo – ho la certezza che il default dello Stato sia prossimo. L’autunno è alle porte insieme al possibile collasso economico”. “Lei – ha proseguito Grillo rivolgendosi al capo dello stato – si è assunto una responsabilità immane, cerchi di fare qualcosa, di farci tornare alle urne se necessario. Lei ha tenuto sulle sue spalle grandi responsabilità quando poteva declinarle. Lei è diventato uno scudo, un parafulmine dei partiti che non hanno saputo riformarsi”.
E qui Grillo cambia bersaglio, rivolgendosi direttamente al Parlamento che, sottolinea, “non è stato eletto dagli italiani" ma "dalle lobby" e "non può affrontare le emergenze". “Abbiamo degli incapaci che vanno a votare leggi che non capiscono. I politici – prosegue Grillo nella sua invettiva – stanno rinchiusi nei palazzi a fare annunci e rinviare decisioni. Noi – conclude – non siamo più da tempo una Repubblica parlamentare e forse non siamo più nemmeno una democrazia”. “Se il Parlamento è così – ha quindi concluso – se non fa nulla, allora noi usciremo dal Parlamento”.
Commentando la situazione attuale del paese, Grillo ha dichiarato che “il debito ci sta divorando, non possiamo fallire in nome dell’euro, nessuno ce lo può chiudere, nessuno ce lo può imporre. Possiamo rimanere nell’euro solo se ricontrattiamo le condizioni o attraverso gli eurobond che è una storia vecchia o, in alternativa, con la ristrutturazione del debito pubblico. Una misura questa – ha spiegato – che copirebbe soprattutto Francia e germania che detengono il 35 per cento dei nostri titoli pubblici all’estero. E’ la cosa essenziale da fare, altrimenti non ci sarà nessun tipo di economia che ci può salvare”.
A chi gli domandava se il M5s avrebbe potuto incidere di più se avesse percorso altre strade, Grillo ha risposto che “se altre strade significa alleanze”, allora “non c’è mai stata una proposta seria di fare altre cose”. “Bersani – ricorda il comico genovese – faceva solo scouting, voleva solo voti. Lo ha anche detto alla festa dell’Unità: voleva solo numeri, non ha mai risposto alle nostre richieste”. E poi, rivolto ai giornalisti, Grillo ha detto che “voi dovreste vergognarvi, la responsabilità dello sfacelo del paese è vostra. I giornali cartacei e le televisioni chiuderanno – ha aggiunto – presto sarete voi i primi precari”. La colpa dei giornalisti, per Grillo, è quella di “non aver capito cosa siamo: io non sono leader, sono garante. Non siamo un partito, siamo un movimento. Noi la nostra rivoluzione l’abbiamo fatta, abbiamo già vinto. I partiti sono stati costretti a tagliarsi stipendi e indennità per le nostre campagne. Il PDl sta evolvendo in qualcos’altro, il Pd è diviso in dieci correnti. I partiti sono morti”. “Dovreste essere orgogliosi di questo movimento – ha continuato Grillo – che ha mantenuto un po’ di democrazia in questo paese: la gente vorrebbe i fucili, vorrebbe sparare ma io dico no, abbiamo i metodi democratici, proviamo ancora con quelli”.
“Ho suggerito a Napolitano di andare in televisione e di dire la verità sulle condizioni del paese. Non c’è più tempo – ha proseguito Grillo – ho la certezza che il default dello Stato sia prossimo. L’autunno è alle porte insieme al possibile collasso economico”. “Lei – ha proseguito Grillo rivolgendosi al capo dello stato – si è assunto una responsabilità immane, cerchi di fare qualcosa, di farci tornare alle urne se necessario. Lei ha tenuto sulle sue spalle grandi responsabilità quando poteva declinarle. Lei è diventato uno scudo, un parafulmine dei partiti che non hanno saputo riformarsi”.
E qui Grillo cambia bersaglio, rivolgendosi direttamente al Parlamento che, sottolinea, “non è stato eletto dagli italiani" ma "dalle lobby" e "non può affrontare le emergenze". “Abbiamo degli incapaci che vanno a votare leggi che non capiscono. I politici – prosegue Grillo nella sua invettiva – stanno rinchiusi nei palazzi a fare annunci e rinviare decisioni. Noi – conclude – non siamo più da tempo una Repubblica parlamentare e forse non siamo più nemmeno una democrazia”. “Se il Parlamento è così – ha quindi concluso – se non fa nulla, allora noi usciremo dal Parlamento”.
Commentando la situazione attuale del paese, Grillo ha dichiarato che “il debito ci sta divorando, non possiamo fallire in nome dell’euro, nessuno ce lo può chiudere, nessuno ce lo può imporre. Possiamo rimanere nell’euro solo se ricontrattiamo le condizioni o attraverso gli eurobond che è una storia vecchia o, in alternativa, con la ristrutturazione del debito pubblico. Una misura questa – ha spiegato – che copirebbe soprattutto Francia e germania che detengono il 35 per cento dei nostri titoli pubblici all’estero. E’ la cosa essenziale da fare, altrimenti non ci sarà nessun tipo di economia che ci può salvare”.
A chi gli domandava se il M5s avrebbe potuto incidere di più se avesse percorso altre strade, Grillo ha risposto che “se altre strade significa alleanze”, allora “non c’è mai stata una proposta seria di fare altre cose”. “Bersani – ricorda il comico genovese – faceva solo scouting, voleva solo voti. Lo ha anche detto alla festa dell’Unità: voleva solo numeri, non ha mai risposto alle nostre richieste”. E poi, rivolto ai giornalisti, Grillo ha detto che “voi dovreste vergognarvi, la responsabilità dello sfacelo del paese è vostra. I giornali cartacei e le televisioni chiuderanno – ha aggiunto – presto sarete voi i primi precari”. La colpa dei giornalisti, per Grillo, è quella di “non aver capito cosa siamo: io non sono leader, sono garante. Non siamo un partito, siamo un movimento. Noi la nostra rivoluzione l’abbiamo fatta, abbiamo già vinto. I partiti sono stati costretti a tagliarsi stipendi e indennità per le nostre campagne. Il PDl sta evolvendo in qualcos’altro, il Pd è diviso in dieci correnti. I partiti sono morti”. “Dovreste essere orgogliosi di questo movimento – ha continuato Grillo – che ha mantenuto un po’ di democrazia in questo paese: la gente vorrebbe i fucili, vorrebbe sparare ma io dico no, abbiamo i metodi democratici, proviamo ancora con quelli”.